La Scacchiera tagliata, la New York gratuita e bellissima, Briant park e altri gioielli

La Scacchiera tagliata, la New York gratuita e bellissima, Briant park e altri gioielli

New York è costossissima. Ma contrariamente a quanto si pensa, c’è una parte che è gratuita ed è anche la più bella se esci un attimo dal mood tustista impazzito.
E io la sua bellezza l’ho camminata tutta, dalla Lower alla Upper, con pazienza e sempre in attesa, perché qualcosa arrivava sempre, ed era un regalo.
Questa è la storia di come ho imparato a camminare.

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Non che avessi intenzione di macinare tutti quei chilometri quel giorno. Io odiavo camminare. Volevo solo trovare un negozio. Doveva essere sulla Brodway, qualche metro più su di Union Square in direzione Uptown – poi in realtà era Downtown, ma questo non fa più alcuna differenza.

Dal Village in su le strade sono a scacchiera. Da nord a sud sono Street, da ovest a est sono Avenue. Facile. Anche Bari è a scacchiera e quindi non avevo dubbi sulla mia capacità di orientamento.
Solo non avevo preso in considerazione un particolare: la Brodway taglia la Secacchiera e io la camminavo tutta impettita e orgogliosa della mia capacità di andare dritto.
Così seguii le linee della strada, mantenendomi sempre sul marciapiede sinistro.

Passai per Medison Square Park, piccolo e accogliente, sempre affollato, guardai a lungo il Flatiron Building che poi è una cosa straordinaria e vederlo dal vivo compensa ogni foto meravigliosa fissata per giorni in attesa di incontrarlo. Ti puoi anche sedere a uno dei tavolini con ombrelloni celesti nella General Worh Square incuneata tra la Quinta e Brodway se davvero vuoi provare a capirci qualcosa, o contare le finestre o, ancora, organizzare la tua vita lì dentro, che poi al sole è tutto più facile. E se tutte queste cose te le chiedi e le immagini a lungo, puoi anche prendere un caffè o fare un giro al mercato gastronomico di cui fanno parte alcuni dei migliori ristoranti della città e di cui parlerò più avanti, perché merita.

E proprio nell’attimo in cui dicevo a me stessa che erano le due del pomeriggio e non avevo sbagliato una cosa sola, alzai lo sguardo: Fifth Avenue.
No. Ti. Prego.

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Girai su me stessa circa tre volte per accertarmi che sul serio non fossi più sulla Brodway. No, allora, avevo superato il Museum of Sex ed ero all’angolo con l’Empire… entrambi non si trovano sulla Brodway, ci sei?
E mi arrovellai un sacco di tempo su questa faccenda – l’errore risaliva proprio al Flatiron Building. Non mi mossi a lungo dall’angolo della strada, finché non mi venne a prelevare la mia grande amica Rassegnazione.

Non che ci fosse molto altro da fare, ma ero in ballo. Partita dalla 14th strada ero ormai alla 33rd, già che c’ero potevo andare avanti e il negozio era dimenticato.

Compii un’impresa pazzesca quel giorno: avevo sempre odiato camminare, ma la città mi chiedeva di farlo. Camminare era anche l’unica cosa che mi potesse dare: non ero ricca (non lo sono), non ero glam (non sono glam) e mi nutrivo dai mercati ortofrutticoli del caso (vedi post su Union Square).

Quel giorno New York mi mostrò Bryant park.

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Bryant park è sulla 42nd strada tra la Fifth e la Sixth Ave, sulla linea F, ma anche sulla 7, B, D e M. Le prime sensazioni furono strane, non chiare. Lo trovai surreale, una stanza chiusa tra i grattacieli e il cielo. Tutto sembrava sospeso: la gente, il tempo. Si tratta di un piccolo quadrato su cui si affaccia la meravigliosa Public Library, al centro un prato attorno cui si sviluppano altri quadrati, uno dentro l’altro, tempestato di sedie e tavolini in ferro, verdi.
Non so se fu il mio cervello ad andare in standby, oppure se davvero ci fosse così tanto silenzio come ricordo. Ma so di aver pensato che stesse per succedere qualcosa perché la gente continuava a guardare in alto e non parlava – non tutti naturalmente, ma molti di loro sì. Ad un certo punto ci fu un boato di voci e applausi. Il tempo di alzare la testa dal mio libro e me lo ero perso. Chissà che cos’era.
(E plauso speciale alle signore dei bagni pubblici del parco. Mai bagno fu piu pulito o profumato.)

Raggiunsi Central Park dalla Quinta strada e lo vidi per la prima volta dall’ingresso della 57th. Ero parecchio stanca e né mi addentrai né riuscii a goderne tanto. Non avevo ancora tanto tempo, il sole stava per tramontare dietro i grattacieli e cominciava a far freddo.

E proprio mentre stavo per accomodarmi e mettere a riposo le mie gambe provate dalla lunga camminata, vidi un ragazzo che correva nella mia direzione, e quando mi guardai alle spalle sperando che non si stesse rivolgendo a me, non trovai nessuno.
Stava proprio parlando con me.

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Non ho mai conosciuto qualcuno che fosse così entusiasta della vita e delle cose in generale come lo era lui. Era di una dolcezza commovente, ed era una persona molto delicata. Solo per questo lo assecondai e gli scattai quella ventina di foto, attenta a prenderlo nel momento che lui preferiva, nello specifico durante un salto o una corsa o mentre guardava il lago.

Finite le foto raggiunsi Briant park e da lì presi la M che mi avrebbe portata a casa, al caldo nel mio loculo angusto, stretto, senza finestra. Eppure adoravo anche quello.
Sempre che il Mostro non fosse in funzione.

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