Letture da viaggio e non… Oliver Sacks – L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello

Ogni libro ha la sua storia. Per me un libro è come una canzone che si lega a un ricordo o a una sensazione.
I miei libri sono la colonna sonora della mia vita, ed è questa l’altra parte che voglio condividere.

Per iniziare ho scelto Oliver Sacks.
E l’ho scelto perché per un po’ è stata la mia copertina di Linus. Sacks mi ha tenuta sana, ed era sempre una sorpresa. Era un testo in italiano in un mondo che si rivolgeva a me solo in inglese.
Me lo infilavo in tasca, nel giubbotto, nella tasca posteriore dei pantaloni. Lo lasciavo sui banconi, sulle panchine. Capitava che mi inseguissero per restituirmelo o tornavo io stessa indietro. Una volta ho persino dovuto discutere con una ragazzina per riaverlo, se fosse stato necessario avrei usato il metodo: “Guarda! Un ufo!” e sarei scappata via. Per fortuna non ho dovuto ricorrere a un gesto così estremo.
Io farei qualsiasi cosa per un libro.
Sì, anche ingannare un bambino.

Ma veniamo a noi.
Perché consiglio Sacks e le storie dei suoi pazienti? Perché diciamocelo… tutti siamo in modi diversi – ma pur sempre un minimo – affascinati dai casi clinici, anche chi non lo ammetterà mai (potrei passare nottate intere a vedere 24 ore in pronto soccorso, o malattie misteriose, body bizarre e quelle cose lì) e Sacks non solo è un medico umano, un ottimo psichiatra, uno studioso, un indagatore, un curioso… è anche un bravo scrittore.

«Allora Dottor Sacks» mi disse. «Mi pare di capire che lei mi trova un caso interessante. Dov’è il guasto, a suo avviso, e che cosa mi consiglia di fare? »
«Dove sia il guasto non so proprio dirglielo,» replicai «ma le dirò cosa funziona bene, a mio avviso: lei è un ottimo musicista, e la musica è la sua vita. In un caso come il suo, ciò che prescriverei è una vita interamente dedita alla musica. Finora la musica è stata il centro della sua esistenza; ora la faccia diventare la sua intera vita».

Pensate che descriverà pesantemente ogni caso clinico e a un certo punto stremati dalla terminologia medica e tecnica getterete la spugna e vi dedicherete allo scrittore più in voga del momento? No.
Certo, non è una lettura … come si dice … da ombrellone (o da spiaggia?) … ma è scorrevole.
Bisogna avere pazienza, perché altrimenti non puoi capire, non puoi sentire. Devi sedimentare. Quindi a volte fermati. Poi riprendi. E le pause diventano necessarie perché bisogna riflettere sulle storie delicate: sono mattoncini di vita reale da maneggiare con cura.
Sono mattoncini di vita che messi insieme fanno una normalità che non è la nostra.
Ma è pur sempre una normalità. E appartiene a loro.
Appartiene all’uomo che afferrò sua moglie pensando che fosse un cappello, ma riconosceva le voci dei suoi studenti, appartiene ai gemelli che una volta separati hanno smesso di giocare con i numeri primi. Appartiene ai tic di Ray e alla novantenne colpita dalla Malattia di Cupido.

Sono solo crepe. E diciamocelo. Di crepe siamo pieni tutti. E spesso non siamo nemmeno troppo creativi nei modi di riempirle.

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