Una scalata all’improvviso – Malham Cove

Quando sei a Malham e non sei proprio un’atleta di professione e nemmeno una patita di trekking, puoi fare due cose: ucciderti di dolci dalla signora all’Old Barn Cafè, o fare brevi passeggiate, come gli anziani con le braccia dietro la schiena. Ma la prima l’hai già fatta, e basta così, mentre la seconda…
A Malham c’è una sola strada e quando hai attraversato il ponte ed evitato i cigni, è finito tutto, a meno che tu non voglia disegnare un cerchio attorno all’ostello.
Ma… allora dove se ne vanno tutti con le loro bacchette da passeggio? Sulla salita?

Bè, Roberta, perché non sali anche tu?

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Sì, Roberta, dai, prova anche tu a farti collassare un polmone con i ciclisti che ti gridano dietro manco la strada fosse la loro, e al terzo che mi strombazzava dietro una parolina gliel’ho dovuta pure dire.
Poi, che avesse ragione sul fatto che avrei potuto prendere il sentiero pedonale, era un altro fatto.
Bè, di sicuro tra i due quella più inglese ero io. E io, di english, ho veramente molto poco.
Maleducato.

Oh, finalmente. La salita era finita, il sentiero era tutto pianeggiante. Chissà come stava il mio ciclista: se in tutta quella ripidissima salita – lo era davvero – aveva dovuto fermarsi a prendere aria.
Io di sicuro me la stavo cavando alla grande sul mio sentiero pianeggiante: verde tutto intorno, colline che non arrivi a vederne la fine e le mucche che mi piacciono tanto. Il fiume al fianco che è anche un sottofondo perfetto, l’erba morbidissima, l’odore del muschio intorno, il cielo grigio tipico dell’Inghilterra e temperatura perfetta.
Soprattutto i ciclisti per strada e tu al sicuro.
E cammina, cammina, cammina. Quanto mancherà per Malham Cove? Vabbè, io sono professionale, posso camminare per altre quattro ore così.

E alla fine a Malham Cove ci sono arrivata. Sì, nel senso che l’ho vista da sotto.
Ma scusa, per arrivare devo fare come quei due lassù con le corde? Dove mi devo arrampicare?
Ah, ci sono le scale.
Dio, le scale.

Avevo bisogno di un piano di attacco.
Ma l’unico possibile era farmi portare su dall’arrampicatore e con la colazione del mattino non era il caso, poverino.

Allora… sta tutto nel cominciare. Metti il piede sul primo scalino. Fatto? Tutto apposto? Mè, ora metti pure il secondo. Vai, un piede davanti all’altro e hai preso il ritmo.
Bravissima, hai fatto cinque scalini!
Ma cosa sento alle mie spalle?
Mi giro e c’era lei: figa, capello legato, coda svolazzate, viso pallido e fresca come un fiore.
Ok, stai calma, va bene, tutto ok: sei sul cucuzzolo della montagna e non fa niente se sembri appena uscita da una centrifuga, se ti cola il naso e ti sta per esplodere la vena sul collo. E sì, fa nulla anche per il viso gonfio come un pallone rosso. Accaldata manco avessi fatto la maratona – mo è – di New York.
Ma tutte queste belle cose non erano nulla se consideriamo anche che lei-stava-correndo-sulle-MONTAGNE.
Correva.
Cielo.
Ho mangiato tutta la sua polvere.
Ma sul serio questi fanno footing sulle montagne?
Bè, evidentemente.

Alla fine ci sono arrivata anche io sopra al Cove di Malham, forse un’ora dopo che lei era anche scesa.

E dopo tutte le energie buttate a parlare da sola sulle scale avevo bisogno di mangiare.

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Massi, dai facciamola un’altra passeggiata! Dovevo digerire un paio di salsicce, del bacon e dieci tavolette di cioccolato insaccate in un unico pezzo di torta al cioccolato. Dai, mezzora e vai a stenderti nella Lounge dell’ostello.
Tre ore dopo ero qui:

Però niente salite. Niente stress, solo una dolcissima camminata nella natura, lungo un sentiero che sembrava scavato tra due montagne e l’odore forte di acqua dolce, che anche a sentirlo, non avrei immaginato di trovare una cascata. Erano le Janet’s falls, del National Yorkshire Dales Park: i tronchi degli alberi non avevano spazio per il colore del legno, perchè pieni di muschi. Sciami di zanzare vorticavano sfiorando le acque del fiume, e avevano il loro perchè e io le ho trovate bellissime – sempre che fossero rimaste al loro posto.
Era tutto in ombra, ma per fortuna ogni tanto un raggio di sole riusciva a passare tra i rami e arrivare fino lì sotto.

L’Inghilterra del nord è fantastrepitosa.

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