Il vero dramma è: Airbnb oppure Ostello? Ma entrambi!

Nel caso in tu scelga di organizzare il tuo viaggio, se hai intenzione di fermarti a lungo nello stesso posto, allora una bella stanza con Airbnb conviene sempre: può essere molto più accessibile economicamente di un albergo, soprattutto se sei uno a cui piace star solo in camera.
Una casa ha tutti i comfort di cui hai bisogno, e la maggior parte degli Host – a me è capitato proprio in tutti i posti in cui sono stata – ti invitano a usare casa come se fosse anche la tua e ti trattano come uno di famiglia.
E poi, diciamocelo, il mondo che si nasconde nelle case della gente è magico. Impari un sacco di cose e soprattutto vivi momenti di straordinaria originalità.

Io girato molto con Airbnb.
Ho provato la casina inglese di Londra, sviluppata su tre piccoli piani, con parquet e scale cigolanti; tetto a cui accedere dalla piccola finestra a scorrimento verso l’alto, dove puoi goderti una cenetta sotto le stelle. Lei si chiamava Emma, era gentile e rideva sempre e aveva un vicino di casa molto reattivo, la mia amica Maria può confermarlo.
È stato un ottimo modo di affacciarsi alla realtà di Airbnb.

Se hai un senso dell’umorismo niente male, il soggiorno potrebbe diventare un vero e proprio parco divertimenti.

Le esperienze più… ehm… strane e surreali le ho fatte entrambe le volte che sono stata a New York. Una volta a Buswich, Brooklyn; anche la seconda volta a Brooklyn, ma … non ricordo il nome del quartiere.
Immaginate che state bevendo il vostro disgustoso caffé e vi state chiedendo cosa ne sarà di voi per quel giorno. Inserite in questa immagine la corsa disperata del vostro Host in mutande verso il citofono. Mi ha svoltato la giornata.
Oppure immaginate una lunga giornata e un rientro riuscito in due lunghe ore di lotta con le metro. Immaginate che entrate in casa e quasi ci perdi la vista per tutte quelle luci: c’è un un set cinematrografico, e puoi guardare tutto quello che succede, ma con discrezione.
E non ti aspetti di passare settimane in un loculo, mentre una sfilza di coppie sfileranno restando più o meno a lungo: una siberiana e un russo, un brasiliano e una colombiana, un francese e un’inglese, che sembra l’inizio di una barzelletta, ma no, non lo è.

Se invece hai intenzione di muoverti e andare gironzolando, e decidi o opti per un viaggio itinerante con lo zaino, sicuramente Airbnb non è la scelta migliore.
La scelta migliore è l’Ostello. La scelta migliore e più economica è l’Ostello in camerata. Non mi sono mai fidata troppo di Booking ma era anche la mia unica spiaggia. Alla fine si è rivelata la migliore, oltre a essere anche la più tutelante.

Ho provato, credo, tutti i tipi di camerata esistenti: da quattro femminile, da sei femminile, da otto femminile, da quattro mista. E in tutte mi sono trovata bene. È anche vero che sono un tipo che si adatta piuttosto facilmente e serenamente.
Ero stata redarguita sulla sporcizia inglese, ma quasi tutti – e non proprio tutti – avevano un discreto livello di pulizia.
Di quelli che ho provato, forse i migliori sono gli YHA (ad Haworth e Malham). Le camerate oltre essere belle da vedere e anche suggestive da vivere, hanno letti a castello e ogni posto letto un cassettone dove puoi mettere uno zaino intero: il mio è da 50 lt e avanzava altro spazio. Il lucchetto te lo devi portare da casa.
I bagni sono in comune, così come le docce. Possibilità di prenotare la colazione per 3£, reception che funziona dalle 7 alle 22, e quindi non può agire quando un gruppo di arzilli personaggi di ragionevole età decidono di organizzare un party dietro la tua porta, che dura fino alle 3 del mattino e tu avoglia a gastemare, non smetteranno di cantare o di ridere, ma ti inviteranno a bere con loro.
Però, insomma, sono cose che capitano.

In altri ostelli vi consiglio di leggere le recensioni e di valutare con attenzione – che buffo che proprio io lo dica – sia quelle positive che quelle negative. Basta capire a te cosa serve. Io avevo prenotato uno a Leeds con pessime (davvero molto, molto, molto cattive) recensioni, ma per quel che riguardava quello di cui avevo bisogno, si è rivelato discreto. Al massimo, mi ripetevo sulla strada verso la tappa notturna, li mandi tutti a quel paese e te ne vai altrove, e sì, all’altrove poi si pensa. Avrei chiamato Booking, e Rocco (non sono proprio sicura si chiamasse così) mi avrebbe salvata, come ha fatto per Liverpool.
A proposito, Rocco o chiunque tu sia, se mi stai leggendo io sono sempre single.

Se siete degli ansiosi, verificate che le strutture che state scegliendo abbiano gli armadietti, perché attenzione, mettetevelo in testa: non tutti hanno gli armadi per mettere i propri averi. Io ho scelto di fidarmi con un pochino di attenzione in più, e sono tornata a casa con la stessa quantità di roba con cui ero partita.
Non abbiate paura degli ostelli, io non li avevo mai provati, ma sono un mondo interessante, incontri un sacco di gente, un sacco di scolaresche, un sacco di vecchietti, un sacco di gioventù. Ogni struttura riflette il paese o la città in cui si trova e io credo siano deliziosi.

E poi, diciamocelo, le piccole tragedie capitano sempre, e quando si è soli si ha sempre il timore di dare di matto, ma la realtà è un’altra. Sei tu il padrone e tu scegli: basta rimanere calmi, mettere una cartina geografica sul tavolo, esaminare tutte le situazioni possibili, fare i calcoli del caso e scegliere. Non è vero, io vado sempre a intuito, a sentimento (come diciamo a Bari) e spesso sbaglio tutto, ma l’importante è cercare di cadere in piedi. L’importante è mettersi alla prova, che altrimenti che sei partito a fare?
Quel che c’è di buono è che imparo dai miei errori e posso aiutare chi vien dopo di me. Quindi per tutte le info che volete su ostelli, Airbnb, ma anche itinerari inglesi o americani (o tanti altri itinerari) io sono disponibile sempre ad aiutarvi!

A presto viaggiatrici e viaggiatori solitari!

30 chilometri di libri. Le migliori librerie di New York.

Una qualsiasi metropoli ha tanti modi per guarire una persona stanca e insofferente al caldo umido e soffocante, che trascorre notti insonni in un loculo che ha scelto da sola in quel di Bushwick tramite Airbnb.
Una metropoli ti cuce addosso quello di cui hai bisogno.
La mia medicina erano le librerie di New York.
Questo post racconta delle mie preferite.

IMG_20160911_134145

Strand Bookstore – 828 Broadway

La più bella di tutte. Libreria indipendente, aperta nel 1927.

Quando i rumori e la folla diventavano troppo per me, era lì che mi infilavo:
nella Strand Bookstore, sulla Brodway all’altezza della 12th. La libreria che conta 30 chilometri di libri, 2 milioni di titoli.

Ultime uscite, bestsellers. Hanno anche roba più ricercata, da intenditori, tanto che ci trovi esemplari da collezione che puoi perfino toccare, ma non lo fai per paura di sfiorarli con tocco elefantesco e ridurli in cenere.

Per chi non ama la lettura ma va pazzo per i gadget non resta deluso. Io ci ho perso le ore tra le spillette.
Calzini, magliette, zaini, segnalibri, lucine per le letture notturne, block notes, penne, penne luminose, tazze, e tantissima altra roba firmata Strand.
Non si sa mai da dove cominciare.
Ma se cominci…

IMG_20160902_111302

Intanto vediamola da fuori.
Non sei ancora entrato che già sono lì: libri su libri, a prezzi stracciati. I prezzi vanno da 1$ a 5$, prendi quelli che vuoi, paghi dentro. Trovi qualsiasi esemplare, roba bella, roba trash, roba impensabile.

Ok, ora entra e troverai chi ti sorride e ti dà il benvenuto.

La Strand conta tre piani divisi per argomento. Il piano terra, il primo piano e un piano interrato. Quello interrato è il mio preferito: perfetto per i tipici topi da biblioteca. Sembra staccato dal resto e ha dei corridoi labirintici da perderci la testa.
Andavo spesso a rintanarmi lì, senza nessun motivo in particolare, era solo molto silenzioso e a New York è difficile spegnere i rumori. Mi sedevo per terra a gambe incrociate e mi limitavo a fissare gli scaffali fitti fitti che mi circondavano e stringevano: storia, scienze sociali, politica e psicologia non sono mai stati la principale attrattiva del mio panorama letterario.

A chi è un po’ più normale il piano terra piacerà. C’è una zona centrale che ha le ultime uscite, i best sellers, e qualche stuzzicheria per ragazzi.

Ci sono gli infiniti gadget. È un po’ la zona “in” del negozio, la più “social”… all’occorrenza. È la parte più frequentata e rumorosa, quasi come se il traffico delle strade si fosse spostato lì dentro – sì, ok, sto esagerando -, ma è solo il mio modo per aiutarvi a immaginare il silenzio assoluto che puoi sentire nei corridoi strettissimi, dove in alcuni casi non arriva un solo suono.

Quando ero tra il sociopatico e il social – quindi mettiamo una via di mezzo – rimanevo al piano terra sedevo a terra a gambe incrociate, sceglievo il libro del giorno e mi isolavo completamente.
Ogni tanto passa qualcuno, ti saluta, chiede scusa. Siedono con te a condividere un po’ di silenzio.
Si parla a bassa voce da quelle parti
.
Se passate di lì, voce bassa, mi raccomando.
Se mi abituavo troppo al silenzio era un trauma ritornare al centro dove i rumori ti investivano e l’incanto era finito.

Il terzo piano è dedicato alla musica e i dischi.

La Libreria vende e acquista anche libri usati.

BookCourt, nei pressi di Brooklyn Heights.

La migliore di Brooklyn, ma non ce l’ha fatta.
Ho avuto la fortuna di entrarci e di viverla anche molto spesso. Era sulla Court St ed era molto piccola.
Il pavimento scricchiolava e profumava di biblioteca. Era poco frequentata e leggevano sempre robe per bambini, appuntavo i loro eventi e quando potevo, non avevo voglia di tornare a casa, alle 7 ero lì.
Pochi libri, ma ben selezionati. Profumava di casa. E non so perché preferivo andarci al tramonto, era proprio una fissa che avevo.
Sedevo anche spesso fuori, sulla panchina. Leggevo.
Lo facevamo tutti.

Quando sono tornata a New York è stata una delle prime cose da cui sono tornata, come se fosse una persona, ma ho trovato solo giornali sui vetri. Aveva chiuso, dopo 35 anni.

Barnes and Noble – 555 Fifth Avenue, oppure Union Square 33 East, 17th Street.

La nostra Feltrinelli.
Grandissima, spaziosa, fornita, ogni piano un argomento. Bambini, ragazzi, amore, best sellers, musica, dischi, manuali scientifici, sport, riviste, giornali, viaggi.
Qualunque cosa tu voglia, la Barnes te la darà servita su un piatto d’argento.

Rifornita anche dal punto di vista dei Gadget, ho comprato un sacco di cose da loro, ma non so…non sembra avere la forte personalità delle altre indipendenti anche se piccole.
Vedono roba di grande qualità, il mio quaderno da viaggio io l’ho comprato da loro
Dà l’idea di essere uno standard commerciale. Nonostante tutto molto ben riuscito.

Rizzoli Bookstore – 1133 Broadway at 26th Street

Volevo letteratura italiana. Volevo un libro scritto in italiano. Fatta una veloce ricerca sul web, eccola: la Rizzoli.
Si presenta benissimo, vetrine grandi, nello stile di New York, niente a che fare con la Strand e niente a che fare con Barnes and Noble. Parquet, soffitto alto, imponente. Uno stanzone, scaffali e spazi aperti. Grande spazio alla cucina, alla letteratura. Per essere bella, è bella, ma ha pochi pezzi italiani, forse solo due scaffaletti nascosti, con prezzi che non vediamo nemmeno in Italia.
Non la consiglio per fare acquisti, ma è da vedere in ogni caso!

Kinokuniya Book Store, 1073 6th Ave

Una catena Giapponese che oltre a essere carina è simpaticissima. Qui si possono trovare tantissimi piccoli regali da fare ai propri amici e parenti… ma anche a se stessi. Anche questa consigliata per una passeggiata per un curioso che ha voglia di vedere e immergersi in ambienti molto diversi dai nostri.

New York è piena di librerie, nascoste, meno nascoste, piccole. Ma queste, sono le mie preferite, e ve le consiglio dalla prima all’ultima.